E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

giovedì 22 agosto 2013

Tu, Mio


"Prima di tutto mi disse che cercar risposte dagli altri è come calzarsi al piede una scarpa d'altri, che le risposte uno se le deve dare da sé, su misura. Quelle degli altri sono scarpe scomode."

ERRI DE LUCA -- Tu, Mio (1998)  

martedì 20 agosto 2013

Mali Women Rule (almeno!)

Bako Dagnon - Sidiba (Discograph Records, 2009)

Ho un sogno. Che da un momento all'altro, da un anomalo anfratto spazio-tempo, si materializzi miracolosamente Bako Dagnon e con un salutare, possente vocalizzo spazzi via in un sol colpo l'esercito delle belanti rompicazzo che infestano, ahinoi, radio, televisione e pubblicità. L'altro giorno mia madre mi fa: "Oh, ma chi cacchio è Emma Marrone?". Perdonatela, lei è una fan di Johnny Cash.
Posso commettere un'eresia? A me questo Sidiba piace di più di un qualsiasi disco della pur sublime Oumou Sangare. Ok, l'ho detto. Ne sparo un'altra? E' un capolavoro assoluto della musica wassoulou, un grande disco di musica dell'Africa Occidentale e un grandissimo disco e basta. Non solo si può contare su di LEI, ma pure su una band favolosa, che sa suonare e che riesce al meglio a cucire insieme il tessuto strumentale e a dare rilievo alle sfumature. Gli ho appena aggiunto mezza stella su Rate Your Music: da 4 a 4,5. Per quanto possa valere.


lunedì 12 agosto 2013

Dandelion Wine



"Un cespuglio di lillà è meglio di un mazzo d'orchidee. Perfino i denti di leone e l'erba del diavolo sono meglio! Perché? Perché ti costringono a chinarti, ti fanno dimenticare per un po' che esiste l'altra gente e la città; ti fanno sudare, e in quella posizione finalmente ti ricordi che hai ancora un naso. E quando sei tutto immerso in quelle occupazioni sei veramente te stesso; sei solo e riesci a pensare senza interruzioni. Fare del giardinaggio è una buona scusa per i filosofi. Nessuno sa, nessuno sospetta, nessuno accusa, ma tu sei là, il Platone delle peonie, il Socrate che coltiva da sé la sua cicuta. Un uomo che trasporta un sacco di concime attraverso il prato assomiglia ad Atlante che porta il mondo in spalla. Come disse a sua volta Samuel Spaulding, gentiluomo: 'Scava la terra, frugherai nell'anima'. Faccia girare le lame di quel tosaerba, Bill, e cammini fra gli spruzzi della Fonte della Giovinezza. Fine della lezione. E poi, il passato di denti di leone è buono da assaggiare, una volta ogni tanto".

RAY BRADBURY -- L'Estate Incantata(1957)

giovedì 18 luglio 2013

Le Scarpette Rosse

Le Scarpette Rosse (The Red Shoes, M. Powell / E. Pressburger, 1948)

Un film che si ispira ad una fiaba e che si configura come una fiaba dentro a una fiaba. La triste vicenda della ballerina Victoria Page (Moira Shearer), la sua passione totalizzante per il ballo, il suo amore (in)felice, il suo ultimo sacrificio, trasfigurati visivamente e narrativamente ne Le Scarpette Rosse di Hans Christian Andersen. Un'opera splendida, che riconcilia con l'idea stessa di cinema, con una Moira Shearer leggiadra ed un cast di attori/ballerini superbo. Più che a un film è come assistere ad un sogno ad occhi aperti, nel quale è così facile venire risucchiati: la sequenza centrale del balletto è incantevole, a tratti delirante, e trova nel collasso surrealista fra i vari livelli della realtà narrativa il proprio trionfo. Un festa per gli occhi che non ha davvero nulla da invidiare alla maestosità (per non chiamarla kitscheria) di certo cinema odierno (Luuuuuhrmaaaaann?!).
Le Scarpette Rosse mostrano che, quando le contraddizioni esistenziali paiono insanabili e la scelta impossibile, il compromesso non può che essere estremo. Cosa ci può salvare? Soltanto la creatività e la poesia sublimante del gesto. 




In ultimo mi viene spontaneo ringraziare Martin Scorsese per essere stato uno dei principali promotori ed artefici del restauro di questo film. Che, è sempre bene sottolinearlo, è del 1948 ed è opera del geniale duo Powell/Pressburger (Il Narciso Nero, 1947).

lunedì 15 luglio 2013

Classic Movies di una Notte di Mezza Estate

La Notte Dell'Iguana (Night Of The Iguana, J. Huston, 1964).

Tratto da una piece di Tennessee Williams, in quel bianco e nero dei primi sessanta che mi fa impazzire e che tanto contrasta con le location messicane esotiche e assolate del film, La Notte Dell'Iguana è la notte delle debolezze, delle passioni e delle contraddizioni umane. Il classico film che, con attori qualsiasi, risulterebbe imbarazzante se non addirittura fastidioso; ha invece nel trio Burton (perfetto nei panni del prete alcolista affamato di donne) / Gardner (mai così malinconica, vitale e sensuale) / Kerr (al solito strepitosa nel ruolo della figura femminile candidamente umile e saggia) un tris d'assi. Non riesco a decidermi se mi piace di più questo o, sempre per restare nel novero dei film ispirati ai lavori di Williams, l'altrettanto notevole Improvvisamente, L'Estate Scorsa (1959) di Mankiewicz, col trio Katharine Hepburn (la mia dea), Montgomery Clift ed una superba Elizabeth Taylor.



Becket E Il Suo Re (Becket, P. Glenville, 1964). Ma quanto era (è) dannatamente bravo Peter O'Toole ad interpretare i ruoli di personaggi eccentrici quando non totalmente folli, come questo Enrico III? Il vero eroe qui è tuttavia l'amato consigliere/alleato/amico e poi odiato avversario Thomas Becket (Richard Burton), come peraltro si allude nel titolo originale. Al di là della vicenda storica, che può o meno risultare di interesse, quel che qui incanta è la dinamica tra i due protagonisti, animati da due interpreti in stato di grazia.



Gambit, Grande Furto Al Semiramis (Gambit, R. Neame, 1966).

Trattasi della versione originale del filmetto uscito di recente con Colin Firth, Cameron Diaz e Alan Rickman. Che ve lo dico a fare: Shirley MacLaine è sempre impagabile e il confronto con Cameron Diaz non è nemmeno ipotizzabile; Michael Caine è il Britishman nella sua accezione impeccabile e definitiva, roba da inserirlo in un dizionario illustrato alla voce 'Englishman come icona di stile'. Ad ogni modo, commedia senza pretese ma deliziosa, che si è vista 'rubare' dal remake anche la gag narrativa più originale (ovviamente).




Il Ribelle (None But The Lonely Heart, C. Odets, 1944).

L'unico film, insieme a Penny Serenade (Ho Sognato Un Angelo, 1941) dello stesso periodo, per il quale Cary Grant ricevette una nomination agli Oscar come miglior attore (statuetta che, ingiustizia delle ingiustizie, non ottenne mai se non come premio alla carriera). D'accordo, è un film che sente tutti i suoi quasi settant'anni di età, ma brilla ancora di un fascino e di una malinconia irresistibili, attualissimo per temi e dinamiche: l'intensità e la forte ambivalenza del legame madre-figlio, il cinismo e la disillusione nei confronti di una società nella quale la legge del più potente è quanto mai inscalfibile, un amore ricambiato ma destinato ad essere irrealizzabile, l'assistere impotenti al soffocamento dei propri sogni e al frantumarsi dei propri ideali. Chiunque sia ancora convinto che Archie Leach fosse semplicemente un bravo comedian è invitato a vedersi questo film insieme a Notorious (1946) e a People Will Talk (La Gente Mormora, 1951).

venerdì 12 luglio 2013

The Tweedy-Staples Recordings


Mavis Staples - One True Vine (ANTI-, 2013)

Mavis prodotta da Jeff Tweedy sta diventando una sorta di esperienza-sorella minore del sodalizio artistico ed umano che ha legato Rick Rubin e Johnny Cash in occasione delle American Recordings. Portando avanti il discorso iniziato con You're Not Alone (2010), One True Vine si pone come la sola sintesi di soul, gospel e folk che può ancora avere un senso nell'anno 2013, interpretata, arrangiata e prodotta con gusto unico e tocco sublime.
E poi scusate, ma che scelta tremendamente azzeccata è Holy Ghost dei Low, qui svelata in tutta la sua anima gospel?

 

Welcome to Hitchcockland!


Tutte le foto qui pubblicate sono di LAURA
Alfred Hitchcock nei film della Universal Pictures (Milano, Palazzo Reale, 21 giugno - 22 settembre 2013)

Entrare nel mondo di Hitch, per un fan, è come entrare al luna park. La mostra si snoda su un percorso che, attraverso scatti dietro le quinte, filmati, citazioni del Maestro e commenti di attori, produttori e collaboratori, ripercorre la carriera del Nostro soffermandosi sul periodo Universal. Ben strutturata, col giusto appeal stilistico, si vede chiaramente che è stata pensata e creata per attirare il pubblico più ampio possibile. Non che sia un male, ed è pure coerente col personaggio, probabilmente il più popolare cineasta del secolo scorso. Che però viene spesso banalizzato ed etichettato semplicemente come il "maestro del brivido": è pur vero, ma il mondo di passioni, pulsioni e contraddizioni di Hitch è assai più complesso e profondo di come viene ritratto. E vabbè. 
Di cosa avrei fatto volentieri a meno: di Canova che, col solito atteggiamento di quello che se ne intende, utilizza spunti non suoi ma tratti  dallo splendido "Il Cinema secondo Hitchcock" (il famoso libro-intervista di Truffaut).
Cosa avrei invece enormemente gradito: qualche scatto con Cary Grant, l'altro autentico alter ego hitchcockiano insieme a Jimmy Stewart (si dice che James Stewart incarnasse il tipo d'uomo in cui Hitch si rispecchiava realisticamente, mentre Cary rappresentasse aspetti legati ad un ideale maschile ammirato). Capisco che i film migliori con lui siano stati quelli dei '40 - su tutti Notorious - ma anche Intrigo Internazionale non scherza. Personalmente avrei preferito un po' meno Psycho (bellissimo, ma anche basta), un po' meno Gli Uccelli (decisamente meno bello, e quindi basta, grazie). L'overload de La Finestra Sul Cortile non può che avere la mia approvazione, così come l'ampio spazio dedicato a Vertigo (con numerosi commenti di Kim Novak, recentemente ospitata a Cannes per la proiezione della versione restaturata del film), molto sensato.

A parte questi nei, un'esperienza molto divertente (come potete notare dalle mie espressioni ebeti :-D).

giovedì 4 luglio 2013

Sketches Of Mulatu (In Arrivo!)



Nuovo album, Sketches Of Ethiopia, in uscita a settembre per Jazz Village. Immaginate un'emoticon con espressione commossa :-)

P.S.: in uno dei brani sarà ospite Fatou!!!



venerdì 28 giugno 2013

Il Primo Ballo



Ops, Vinicio l'ha combinata di nuovo. E per fortuna ci pensa lui a combinarle, altrimenti non oso immaginare come (ancor peggio) saremmo messi ;-)

Recupero orgoglioso delle proprie origini e valorizzazione priva di atteggiamenti pietistici di una fetta quanto mai degna ed epica di umanità: cosa chiedere di più?

In teoria il disco è uscito lo scorso 25 giugno per La Cupa edizioni. Tuttavia, riesco a reperirlo solo su IBS, Amazon lo dà attualmente non disponibile, non parliamo di Feltrinelli...




Su Sentireascoltare potete trovare il primo brano in anteprima: ovvero, come se la Carmen fosse stata rivisitata da una surf-band californiana a spasso per una festa di paese. Magnifica.

  1. Espana cani
  2. Primo ballo
  3. Brillante
  4. La piccinina
  5. Creola
  6. La valle degli sposi
  7. Tra veglia e sonno
  8. Stelle di Spagna
  9. Un filo di speranza
  10. Educande
  11. Fuego
  12. Balliamo
  13. Rondinella forestiera
  14. Sbarazzina
  15. Il canto nella valle
  16. Valzer dell’amore
  17. Castel Raimondo
  18. Quadriglia/Rosamunda
  19. Aprite la finestra
  20. La Calitrana
  21. Amapola