E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

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sabato 18 marzo 2017

Savane


Ali Farka Touré - Savane 

(World Circuit, 2006)


Tenete conto che, per me, la discografia di Ali Farka Touré (sempre sia lodato, e mai comunque abbastanza) si aggira mediamente tra il 9 e il 10. Di certo le ultime uscite, insieme a Toumani Diabaté (In The Heart Of The Moon e Ali & Toumani), entrambe di una grazia inaudita, rappresentano due tasselli imprescindibili dell'arte del Nostro. Ma ho l'impressione che l'ultima incisione in studio a nome Ali Farka Touré, Savane (2006), sia passata quasi inosservata, un poco in sordina. Invece, riascoltandolo a più di dieci anni di distanza, si (ri)scopre un album di bellezza incredibile. 
La title track è uno dei blues più intensi che abbia mai interpretato. Soya è un brano Mande gioioso e incontenibile; Machengoidi è invece la versione originaria del pezzo poi riproposto in versione acustica con Toumani. E poi qua e là spruzzate di sax e voci della sua gente (N'Jarou): quanto splendore.

Fa male al cuore pensare che Ali ci abbia lasciati poco dopo le sessions dedicate a Savane. Ma c'è da sentirsi fortunati sapendo che Ali is here, comunque.






sabato 25 aprile 2015

L'epica dello ngoni



Pazzesco. Ancora più elettrico dei due precedenti (Siran Fen è una cavalcata da far tremare), e ad un primo ascolto prodotto egregiamente (la cricca della Glitterhouse/Glitterbeat è, tutto sommato, affidabilissima e appassionata). Temevo che, come Bombino, sarebbe sceso a compromessi; invece nemmeno per idea. Ayé Sira Ba (che intreccio di livelli sonori!) e Waati fanno quasi credere che Hendrix in realtà non sia morto più di quaranta anni fa ma semplicemente perduto in Mali.

Dal vivo Bassekou e amici promettono sconvolgimenti tellurici.
Tour dalle mie parti no?



martedì 20 agosto 2013

Mali Women Rule (almeno!)

Bako Dagnon - Sidiba (Discograph Records, 2009)

Ho un sogno. Che da un momento all'altro, da un anomalo anfratto spazio-tempo, si materializzi miracolosamente Bako Dagnon e con un salutare, possente vocalizzo spazzi via in un sol colpo l'esercito delle belanti rompicazzo che infestano, ahinoi, radio, televisione e pubblicità. L'altro giorno mia madre mi fa: "Oh, ma chi cacchio è Emma Marrone?". Perdonatela, lei è una fan di Johnny Cash.
Posso commettere un'eresia? A me questo Sidiba piace di più di un qualsiasi disco della pur sublime Oumou Sangare. Ok, l'ho detto. Ne sparo un'altra? E' un capolavoro assoluto della musica wassoulou, un grande disco di musica dell'Africa Occidentale e un grandissimo disco e basta. Non solo si può contare su di LEI, ma pure su una band favolosa, che sa suonare e che riesce al meglio a cucire insieme il tessuto strumentale e a dare rilievo alle sfumature. Gli ho appena aggiunto mezza stella su Rate Your Music: da 4 a 4,5. Per quanto possa valere.


mercoledì 26 giugno 2013

Sarama


 
 
Mousso sarama ni mousso dembéma ni mousso tchègni bè Bamako
Bakakènè mousso ni guipure mousso ni mini dow na bè Bamako
Alé yé nièlé tè massi nisôgoya
Alé yélègni tè massi nièlagoya
 
Everyday dressed like a queen
In blue, red, yellow dresses
Women in Bamako are beautiful
 
Oh Mali mousso
I miss your smile
 
I want to hear your laughter
Houn hounhounhoun
 
Né ma dan sôro moussow la
Mali moussow tama tchoko kagny
Né ma dan sôrô n’wolo ba ou la
Farafina moussow ou sara ba ou la
Né bè foli bila moussow ou yé
Ah moussoya
A kouma fôba katchan dé
Ah moussoya
A wale kè baka mantchan
Sébè Alla yé, bara bè moussow bolo
Tchè mana nia fourouso mousso
Tchè mana tiniè fourouso mousso
Dén mana niè a woloba mousso
Dé mana tiniè a woloba mousso
Bana baou, famabaw,  ni nalomaw, banabatow
Wolo baka ni ou lado baka
 
Ô Farafina mousso
I miss your smile
 
Everyday they face their destiny
Shirtless, barefoot under the sun
Women in Africa are strong
 
Ô Farafina mousso
I miss your smile
 
I want to hear your laughter
I admire the courage you face your destiny with
 
Ô Farafina mousso
I miss your smile
 
I want to hear your laughter
My inspiration is drawn from you
 
Ô Farafina mousso
I miss your smile
 
Anything good I can do
I want it to be a tribute to you
 
Mali moussow tamatchoko kagni
Farafina moussow ou sarabaw la
 
Mali moussow tamatchoko kagni
Farafina moussow ou sarabaw la
 
Mali moussow tamatchoko kagni
Farafina moussow ou sarabaw la
 
Mali moussow tamatchoko kagni
Farafina moussow ou sarabaw la
 
Mali moussow tamatchoko kagni
Farafina moussow ou sarabaw la



SARAMA (English)


In the streets of Bamako,
Borne along by their nonchalantly cadenced gait
Women of queenly bearing, crowned with head-dresses of bazin
Women with luminous smiles, beautified by their short skirts
Large bodies carried proudly, draped in lacey boubou
Their elegance dazzles, their charm enchants
 
Everyday dressed like a queen
In blue, red, yellow dresses
Women in Bamako are beautiful
 
Ô Mali Mousow (Women of Mali)
I miss your smile
 
I want to hear your laughter
Hummmm
 
They are astonishing
 
Malian women are strong
 
My mothers are impressive
 
African women enchant
 
My revered ones!
Femininity is an art,
Maternity is a job of work.
Many talk about it
But few have mastered it
At the source of every great man a great woman reigns
In his magnanimity, the lord has granted them so much!
 
Ô Mali Mousow (Women of Mali)
I miss your smile
 
Everyday they face their destiny
Shirtless, barefoot under the sun
Women in Africa are strong
 
Ô Mali Moussow (Femmes du Mali)
I miss your smile
 
I want to hear your laughter
I admire the courage you face your destiny with
Ô Farafina Mousow (Women of Africa)
I miss your smile
 
I want to hear your laughter
My inspiration is drawn from you
 
Ô Farafina Mousow (Women of Africa)
I miss your smile
 
Anything good I can do
I want it to be a tribute to you
 
Ô Farafina Mousow (Women of Africa)
I miss your smile
 
The Malian woman is strong
The African women enchants
 
The Malian woman is strong
The African women enchants
 
The Malian woman is strong
The African women enchants
 
The Malian woman is strong
The African women enchants

giovedì 20 giugno 2013

Un sms per disco

Bau - Inspiração (Lusafrica, 1998). La morna capoverdiana come musica di autentico struggimento e passione: quanto è vero.



Chucho Valdes & The Afro-Cuban Messengers (Jazz Village, 2013) - Borfer-Free. Raffinatissimo, proprio come il tocco al pianoforte di Chucho. Jazz latino cinque stelle deluxe.


Le Mystere Jazz De Tombouctou (Kunkan 1977, ristampa Light In The Attic/Kindred Spirits 2010). Mali is the place.


Etran Finatawa - The Sahara Sessions (Riverboat Records, 2013). Con loro si va sempre sul sicuro. La loro è la musica della quiete, del cielo stellato che guarda e protegge tutti quanti noi.


Paolo Angeli - Sale Quanto Basta (Arti Malandrine, 2013). Uno dei dischi più interessanti e intensi ascoltati quest'anno, impossibile parlarne in due righe. Spero che sia comunque sufficiente per stuzzicare la curiosità dei passanti.


Rokia Traoré - Bowmboi (Nonesuch, 2003). Rokia ha una discografia mediamente fantastica (e pensare che prima non me la filavo granché!). E Bowmboi è un album da ascoltare infinite volte: il passo verso il superamento e la sublimazione della musica popolare mandé viene decisamente compiuto, in modo clamoroso. Kronos Quartet adiuvat.


Vieux Farka Touré - Mon Pays (Six Degrees Records, 2013). Vieux, caro Vieux. Copertina orrenda. Ma la musica è quella tua e del tuo papà.


Melt Yourself Down - Melt Yourself Down (Leaf Records, 2013). Non ho ancora ben capito chi diamine siano (gente degli Heliocentrics, che ha suonato con Mulatu, etc.). E non ho ancora ben compreso che cazzo di musica suonino (probabilmente un mix di afrobeat, punk, avant-jazz, electro, dance). Ma l'album è STRE-PI-TO-SO.


Francis Bebey - African Electronic Music 1975-1982 (Born Bad Records, 2012). A differenza del disco di Vieux, questo ha una cover magnifica. Ma è niente in confronto al contenuto. Dispiace che molti indie-kids preferiscano ascoltare i Vampire Weekend piuttosto che roba come questa.


Samba Touré- Albala (Glitterhouse Records, 2013). Samba è l'altra mia base sicura in Mali insieme a Bassekou Kouyate e Toumani Diabate. Terzo, ottimo lavoro.


Jon Madof - Zion80 (Tzadik, 2013). Disco afrobeat dell'anno, senza se e senza ma. O meglio, jewish afrobeat.  Che cast di musicisti, ragazzi!


Ukandanz - Yetchalal (Buda Musique, 2012). The Ex & Getatchew Mekurya docent. Post-punk gioiosamente contagiato con ethio-funk e ethio-jazz. E' un gran bel sentire, e dal vivo ancor di più.


Dirtmusic - Troubles (Glitterhouse, 2013). BKO era il classico disco di indie-rock/blues americano trapiantato nel deserto (il classico nientedeche, del tipo: l'album di Owiny Sigoma Band se ne faceva un baffo). Questo Troubles invece è molto interessante, parla un linguaggio finalmente diverso. Mi ha sorpreso. Devo riascoltarlo.


Ali Mohammed Birra - Great Oromo Music: Ethiopiques 28 (Buda Musique, 2013). Che miniera di musica l'Etiopia! Volete farmi un regalo? L'intera collezione di Ethiopiques, una trentina di uscite edite negli ultimi 4-5 anni da Buda Musique (con un'operazione musicale-antropologica da cinema, e sulla quale mi sono soffermata mille altre volte nei miei blog precedenti). La Great Oromo Music è un qualcosa che scalda le viscere e ti fa muovere i muscoli.

giovedì 4 aprile 2013

13 Degrees Of Africa

The Heliocentrics - 13 Degrees Of Reality (Now Again, 2013)

Ascoltato quattro volte consecutive in due giorni. Finalmente il disco che volevo da loro, dopo aver dato prova di essere musicisti di assoluto livello nelle recenti ed ottime (Lloyd Miller) se non eccellenti (Mulatu Astatke) collaborazioni. Malcolm Catto non solo pesta ma provvede ad un apparato ritmico assolutamente notevole, il tutto nella consueta miscela di electro, funk, jazz-hop, dub e beat conturbanti. Con un senso globale di coesione che non mi aspettavo e che trascende il pur ottimo ma a mio parere frammentato Out There (Now Again, 2007). Sono passati sei anni, l'esperienza e la saggezza accumulate si percepiscono immediatamente. Applausi.




Classico disco schivo, che non si concede al primo ascolto ma che riserva meraviglie. Un po' come la sua titolare, la splendida Rokia Traoré, meno sorniona di una Fatoumata Diawara e più enigmatica di una Oumou Sangaré, ma con una personalità interpretativa e compositiva fuori dal comune. Così come aborro i tentativi di colonizzazione come quello compiuto da Auerbach (sul mio blog è il nome della settimana), allo stesso modo apprezzo gli esempi di produzione 'saggia' come questa ad opera di John Parish, che come di consueto non calca la mano e si limita a rifinire valorizzando le (già cospicue) risorse a disposizione.




Bombino prodigio è stato venduto alla capolista



Auerbach, ma cosa c'entrano Farfisa e pedal steel???

venerdì 15 marzo 2013

A Mali Estremi...

Super 11 - Super Onze (Two Speakers, 2011)

Acquistato in mp3 sul loro sito su bandcamp. Come dice il rabdomante occidentale in trasferta nel deserto Justin Adams, sono "devastating". Da Gao, Mali. Suonano insieme dal 1986, ed hanno partecipato svariate volte al Festival Au Desért (per maggiori informazioni: sito ufficiale). Merita tanti, tanti altri ascolti Super Onze, ma ve lo volevo immediatamente segnalare, perché siamo al livello dell'Ali Farka di cui sotto, registrato però in un ambiente sonoro con tutti i crismi.

Astenersi i perditempo e i non estimatori del genere, perché qui siamo in terre realmente estreme.

Favolosi. Takamba Super Onze from Gao.



giovedì 14 marzo 2013

AFT Strikes Back

Ali Farka Toure - Ni Foli (cassetta 1984, rist. Honest Jon's 2011)


Un'autentica gemma che difficilmente avrei scoperto, se non grazie al prezioso lavoro classificatorio del sito Rate Your Music (che, tra le altre cose, è come una droga). Cioè...Ali Farka Toure, nell'ormai lontano 1984, preconizzava con una serenità ed una naturalezza proprie soltanto dei geni quello che sarebbe stato lo sviluppo del blues del deserto - o tuareg sound che dir si voglia - di lì ai successivi venti o trenta anni. E con ciò intendo anche i gruppi della Sublime Frequencies a me cari, Group Doueh, Group Inerane, Bombino e accolita della sfrenata session desertica dai suoni distorti e a bassa fedeltà, così come un disco dell'anno scorso che ho molto apprezzato, quello della band di Afel Bocoum, gli Alkibar Gignor (La Paix, Sahel Sounds, 2012).

Incredibile, dunque, come una ristampa del 2011 di una musicassetta inizialmente circolante solo in Mali possa spostare paletti prospettici e modificare anche radicalmente giudizi in un nanosecondo.