E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

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sabato 17 gennaio 2015

Libri benessere



"I continenti invecchiano presto quando arriviamo noi. Gli indigeni vivono in armonia con essi, ma gli stranieri distruggono, tagliano le piante, prosciugano, e modificano così il rifornimento dell'acqua, e in breve il suolo, una volta che le zolle sono rivoltate sotto, si isterilisce, e si volatilizza come è già accaduto in tutti i vecchi paesi, e come l'ho visto incominciare nel Canada. La terra si stanca di venir sfruttata. Una regione si esaurisce rapidamente a meno che l'uomo non le ritorni i suoi residui e quelli dei suoi animali. Quando abbandona le bestie da lavoro per le macchine, la terra lo sconfigge rapidamente. La macchina non può riprodurre, né fertilizzare il suolo: e consuma quel che lei non riesce a produrre.

Un paese è fatto per rimanere quale noi lo troviamo. Siamo noi i disturbatori e dopo la nostra morte esso si troverà anche del tutto rovinato, ma sarà sempre lì, né sappiamo quali saranno gli ulteriori cambiamenti [...].

Io sarei tornato in Africa, ma non per guadagnarmi la vita, per questo mi bastavano un paio di matite e poche centinaia di fogli di carta della meno cara. Ma sarei tornato là, dove mi piaceva vivere, vivere veramente, non puramente trascorrere i giorni".

-- ERNEST HEMINGWAY, 1935.


Il seconda da destra, accanto a Hemingway, è Mr. J.P., detto "Pop", a cui il libro è dedicato.

giovedì 15 gennaio 2015

Orfeo Branco



Non so se sia solo il brivido del momento oppure se resisterà anche sulla distanza, ma questo Dança Dos Tempos (Now Again, 2015) di Fabiano Do Nascimento mi incanta, riportandomi ai ritmi misteriosi e alle melodie arcane de Os Afro-Sambas di Baden Powell e Vinicius De Moraes, uno dei dischi con la musica più bella in assoluto che io abbia mai ascoltato. 

Per giunta il ragazzo suona la chitarra classica magnificamente, il che gli vale come minimo mezza stella in più. 


venerdì 2 gennaio 2015

Tempo di Top








Altri 15:

The Coral – The Curse Of Love (Skeleton Key Records)

Vaudou Game – Apiafo (Hot Casa Records)

Classica Orchestra Afrobeat – Regard Sur Le Passé (Sidecar/Brutture Moderne)

Dirtmusic – Lion City (Glitterhouse Records)

Melingo – Linyera (World Village)

David Krakauer – The Big Picture (Table Pounding)

The DeSoto Caucus – ST (Glitterhouse Reords)

Tuba Skinny – Pyramid Strut/Owl Call Blues (Louisiana Music Factory)

Fire! Orchestra – Enter! (Rune Grammofon)

Toumani Diabate & Sidiki Diabate – Toumani & Sidiki (World Circuit)

Eno & Hyde – High Life (Warp)

Mamadou Diabate – Griot Classique (self-released)

Naomi Shelton & The Gospel Queens – Cold World (Daptone Records)

John Zorn – The Song Project Vinyl Singles Edition (Tzadik)

Kasse Mady Diabate – Kiriké (No Format)



Per chi ne volesse ancora ...

The Touré-Raichel Collective – The Paris Sessions (Cumbancha)
Anansy Cissé – Mali Overdrive (Riverboat)
Ablaye Cissoko & Volker Goetze – Djalyia (L’Autre Distribution/Absilone)
Pharoah & The Underground – Spiral Mercury (Clean Feed)
Gala Drop – II (Golf Channel)
The John Lurie National Orchestra – The Invention Of Animals (Amulet Records)
Gregory Porter, Donald Smith, Mansur Scott, Paul Zauner’s Blues Brass – Great Voices of Harlem (Pao Records)
Emma Donovan & The Putbacks – Dawn (Kudos Records)
Oran Etkin – Gathering Light (Motema)
Fabian Almazan – Rhizome (Blue Note/Artist Share)
Moreno Veloso – Coisa Boa (Luaka Bop)
Karl Hector & The Malcouns – Unstraight Ahead (Now Again)       
The Shaolin Afronauts – Follow The Path (Kudos Records)
The Budos Band – Burnt Offering (Daptone Records)
Tunde Jegede – Heritage (Xiom Music)
Aurelio – Làndini (Real World)                  
Bonnie Prince Billy – Singer’s Grave a Sea of Tongues (Drag City)
Adrian Raso, Fanfare Ciocarlia – Devil’s Tale (Asphalt Tanto)
Dead Combo – A Bunch Of Meninos (Dead & Company)
Sharon Jones & The Dap-Kings – Give The People What They Want (Daptone Records)
Maria Bethania – Meus Quintais (Biscoito Fino)
Sun Kil Moon – Benji (Caldo Verde Records)                
Khun Narin – Khun Narin's Electric Phin Band (Innovative Leisure)
Woima Collective – Frou Frou Rokko (Kindred Spirits)
Third Coast Kings – West Grand Boulevard (Record Kicks)
Meridian Brothers – Salvadora Robot (Soundway)
Mamani Keita – Kanou (World Village)
John Zorn – Psychomagia (Tzadik)
Seun Kuti & Egypt 80 – A Long Way To The Beginning (Knitting Factory)
Ibibio Sound Machine – Ibibio Sound Machine (Soundway)
VA – Sawtuha (Jakarta Records)
La Chiva Gantiva – Vivo (Crammed Discs)
Malawi Mouse Boys – Dirt Is Good (Independent Records)
Anthony Joseph – Time (Naïve)


Dischi probabilmente interessanti usciti dal mio radar (ma rimedierò presto):




Che dire? Un anno musicalmente molto interessante a mio modo di vedere. E' indubbio che sia sempre più difficoltoso nuotare nel mare magnum di proposte e dedicarvi un ascolto, se non meticoloso, perlomeno attento. Ci si prova, nella convinzione che sia sempre meglio l'abbondanza :-)

Uno splendido 2015 a tutti voi! A chi ha condiviso alcuni dei miei ascolti, ma anche a chiunque, passando di qui, abbia colto note e nomi estranei al proprio orecchio ... sono pronta e ben lieta ad accogliere nuove vibrazioni!

Un abbraccio,
Fede

sabato 20 dicembre 2014

D'Angelo strikes again


Il miracolo si ripete, doppio: il ritorno, dopo quattordici anni, di D'Angelo, e l'incanto in meraviglioso equilibrio tra (neo)soul, jazz, funk e hip-hop che è Black Messiah.

Dopo i riti voodoo ecco tornare il Messia.

Ciliegina finale di un anno musicalmente, a mio parere, molto ricco.


domenica 30 novembre 2014

Los Angeles, Pianura Padana


Guano Padano - Americana
[Ipecac, 2014]

E' curioso, anzi, forse nemmeno poi tanto. Alessandro Stefana, Zeno De Rossi e Danilo Gallo hanno un'inventiva, una passione per le radici che guardano altrove e un talento tali da irridere dei Black Keys qualsiasi. Eppure si fanno scelte diverse, con esiti profondamente differenti.

Dopo un debutto entusiasmante (Guano Padano, 2009), un buon secondo album di assestamento (2, 2012), giungono al varco della terza prova, quella della conferma. E optano - l'immagine di copertina, una fotografia originale del 1937, è più che eloquente - per la strada più polverosa e meno comoda.

Un concept sulla letteratura americana "di frontiera" del Novecento, un tributo a miti quali John Fante, Ernest Hemingway, William Faulkner, John Steinback, Edgar Lee Masters e altri che, mea culpa, non conosco. Ma non solo. Quella dei Guano Padano è una "Americana" che non dimentica il merito delle radici italiche: e nel riconoscere il ruolo fondamentale di scrittori come Elio Vittorini, Cesare Pavese e intellettuali come Fernanda Pivano, nel tradurre, organizzare in antologie e conferire visibilità e valore a opere di autori americani anche su suolo nostrano, e nell'attribuire il giusto plauso a opere quali La Luna e i Falò, Lavorare Stanca, Americana.

Ciascun brano è ispirato ad un racconto, un episodio letterario, un romanzo specifico, tutti accuratamente segnalati nel booklet con titolo originale, pubblicazione e traduzione italiana. Per quanto riguarda la musica, c'è forse più frammentarietà del passato: un senso di smarrimento perfettamente calato nello spirito dell'opera, che guarda un po' meno al cinema e all'immaginario western, e tende invece maggiormente a un'idea personale di integrazione di spunti artistici - musicali, letterari e cinematici.

Da segnalare la presenza di Dan Fante, figlio di John, e Joey Burns dei Calexico, entrambi ospiti in veste di narratori.

A voler comunicare, forse, che è una questione più di geografie mentali ed esperienziali che non di cartine di luoghi specifici.




Ad ogni modo auguriamoci che anche la prossima volta non decidano di rilassarsi, prendendo il "treno" come invece consigliava quasi un secolo fa il cartellone pubblicitario. 
Perché viaggiando comodi non si può provare la sensazione del sole sul viso e della polvere sulla pelle; si perderebbe gran parte dei dettagli. Ed è nei dettagli che abitano le differenze e gli sguardi, peculiari, autentici, di ciascuno.