E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...
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mercoledì 30 settembre 2015
lunedì 31 agosto 2015
A shot in the arm
You've changed
Oh, you've changed
What you once were isn't what you want to be any more
sabato 4 aprile 2015
One Summer: America - 1927 -
Uno dei libri più belli e avvincenti che abbia letto negli ultimi tempi. Bill Bryson, sessantaquattrenne dell'Iowa, già autore di parecchi saggi (La vita è un teatro: la vita e l'epoca di William Shakespeare, Breve storia di (quasi) tutto) e diari di viaggio (In un paese bruciato dal sole: l'Australia, Una passeggiata tra i boschi, America perduta: in viaggio attraverso gli USA), ci offre uno spaccato dei ruggenti Anni Venti americani, facendoci assistere agli eventi dell'epoca e alle imprese dei suoi protagonisti - due su tutti: Babe Ruth e Charles Lindbergh - come se stessero prendendo forma dinanzi ai nostri occhi.
Vi troverete l'epopea dei primi eroici aviatori, dei grandi campioni del baseball e del pugilato, il proibizionismo e la Chicago di Al Capone, la vicenda di Sacco e Vanzetti, i primi sentori del crollo del '29, la metamorfosi del cinema, e molto altro ancora: il tutto costruito mescolando l'accuratezza della ricerca storica, la lucidità della critica giornalistica, e narrato con ironia e uno stile fluido da romanziere smaliziato.
Bill Bryson ha inventato un genere, e si vorrebbe davvero che non smettesse più di raccontare.
Ennesimo centro per Guanda.
martedì 9 dicembre 2014
Cult Records # nonmiricordopiù
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domenica 30 novembre 2014
Los Angeles, Pianura Padana
Guano Padano - Americana
[Ipecac, 2014]
E' curioso, anzi, forse nemmeno poi tanto. Alessandro Stefana, Zeno De Rossi e Danilo Gallo hanno un'inventiva, una passione per le radici che guardano altrove e un talento tali da irridere dei Black Keys qualsiasi. Eppure si fanno scelte diverse, con esiti profondamente differenti.
Dopo un debutto entusiasmante (Guano Padano, 2009), un buon secondo album di assestamento (2, 2012), giungono al varco della terza prova, quella della conferma. E optano - l'immagine di copertina, una fotografia originale del 1937, è più che eloquente - per la strada più polverosa e meno comoda.
Un concept sulla letteratura americana "di frontiera" del Novecento, un tributo a miti quali John Fante, Ernest Hemingway, William Faulkner, John Steinback, Edgar Lee Masters e altri che, mea culpa, non conosco. Ma non solo. Quella dei Guano Padano è una "Americana" che non dimentica il merito delle radici italiche: e nel riconoscere il ruolo fondamentale di scrittori come Elio Vittorini, Cesare Pavese e intellettuali come Fernanda Pivano, nel tradurre, organizzare in antologie e conferire visibilità e valore a opere di autori americani anche su suolo nostrano, e nell'attribuire il giusto plauso a opere quali La Luna e i Falò, Lavorare Stanca, Americana.
Ciascun brano è ispirato ad un racconto, un episodio letterario, un romanzo specifico, tutti accuratamente segnalati nel booklet con titolo originale, pubblicazione e traduzione italiana. Per quanto riguarda la musica, c'è forse più frammentarietà del passato: un senso di smarrimento perfettamente calato nello spirito dell'opera, che guarda un po' meno al cinema e all'immaginario western, e tende invece maggiormente a un'idea personale di integrazione di spunti artistici - musicali, letterari e cinematici.
Ciascun brano è ispirato ad un racconto, un episodio letterario, un romanzo specifico, tutti accuratamente segnalati nel booklet con titolo originale, pubblicazione e traduzione italiana. Per quanto riguarda la musica, c'è forse più frammentarietà del passato: un senso di smarrimento perfettamente calato nello spirito dell'opera, che guarda un po' meno al cinema e all'immaginario western, e tende invece maggiormente a un'idea personale di integrazione di spunti artistici - musicali, letterari e cinematici.
Da segnalare la presenza di Dan Fante, figlio di John, e Joey Burns dei Calexico, entrambi ospiti in veste di narratori.
A voler comunicare, forse, che è una questione più di geografie mentali ed esperienziali che non di cartine di luoghi specifici.
Ad ogni modo auguriamoci che anche la prossima volta non decidano di rilassarsi, prendendo il "treno" come invece consigliava quasi un secolo fa il cartellone pubblicitario.
Perché viaggiando comodi non si può provare la sensazione del sole sul viso e della polvere sulla pelle; si perderebbe gran parte dei dettagli. Ed è nei dettagli che abitano le differenze e gli sguardi, peculiari, autentici, di ciascuno.
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giovedì 31 luglio 2014
sabato 24 maggio 2014
Facce da culto: Adrian Raso & Fanfare Ciocarlia - Devil's Tale (2014)
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