E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

giovedì 10 luglio 2014

2014: scent of a woman

Ad eccezione di Tinariwen e pochi altri, il 2014 si sta per me configurando, su un piano musicale, come un anno profondamente donna ... la metà come minimo sono dei piccoli grandi capolavori, il rimanente soltanto dischi bellissimi ...



giovedì 3 luglio 2014

Così parleranno gli antenati...


Perdonatemi se ai Kaiser Chiefs che imperversano sul palco di Glastonbury preferisco i Kasai Allstars.



Ne ho lette di ogni su di loro. Tutte vere eh, non importa quanto la belga Crammed Discs con le sue Congotronics li stia pompando. Comprendono membri di diverse band, tra cui gli affini Konono N°1, configurandosi dunque come una sorta di super-gruppo, oltre ad alcuni ospiti speciali di area indie (Juana Molina, Deerhoof), senza la partecipazione dei quali il disco, ci scommettiamo, sarebbe riuscito comunque a meraviglia. Il loro suono è una paradossale rumba terzomondista, in cui la creazione di un ipnotico e possibile 'ritmo del futuro' passa attraverso il riciclo di oggetti e materiali recuperati per strada o in discarica. Un messaggio tutt'altro che banale, in quanto a creatività (siamo dalle parti di una 'estetica dell'oggetto trovato'), e pure su un piano sociale, se non ci si limita a considerare la questione come puramente musicale. Come a dire che il futuro è già qui, oppure non esiste se non in trovate presenti che con il loro guizzo ribaltano il senso del passato, tramutando un pezzo di lamiera in un likembe in grado di produrre suoni e mondi.

sabato 7 giugno 2014

We like to ballaaaareeee

Jungle By Night @ Novara Jazz 2014, Broletto, 6 giugno




Ora ho capito perché Hidden (2012) e The Hunt (2014) non mi convincevano appieno: troppo smaccati i riferimenti, afrobeat ed ethio-jazz, la mano non troppo ferma; insomma, il classico compitino. Ieri sera l'illuminazione: i Jungle By Night, da Amsterdam, sono un gruppo di nove adolescenti. Volendo esagerare, con un'età media di 18-20 anni. Saltano come grilli e adorano il cibo italiano (decantate più volte le specialità del posto: risotto, gorgonzola e biscotti). Discreti strumentisti, energia da vendere, e soprattutto una orgogliosa nota di diversità rispetto ai coetanei: nell'iPod i dischi di Fela Kuti e Mulatu Astatke, e quelli delle decine di band, europee ed americane, dedite a tali sonorità. Ciò che colpisce del loro proporsi dal vivo è che trattano tale materia musicale con tanta foga ed entusiasmo da sembrare una indie-rock band con i fiati in luogo delle chitarre. Il risultato, strutturalmente non catturabile in studio, è un ritmo privato della sua componente 'negra' e tramutato, anche sul piano del dinamismo e della corporeità dei musicisti sul palco, in musica da club (!). 

D'altronde, come sottolineavano ieri sera: we like to ballareeee!



sabato 24 maggio 2014

Facce da culto: Adrian Raso & Fanfare Ciocarlia - Devil's Tale (2014)


Adrian Raso & Fanfare Ciocarlia - Devil's Tale
(Asphalt Tango, 2014)

Come un Django Reinhardt disperso sui Balcani e ubriacatosi nelle peggiori bettole rumene...uno degli album più divertenti sentiti ultimamente.

venerdì 23 maggio 2014

Definitivamente definitivo

Gli acquisti che ti rimettono in pace col mondo intero ;-)

In ascolto: Opposite People, Equalisation of Trouser and Pant / Sorrow Tears and Blood, Colonial Mentality



lunedì 19 maggio 2014

Meraviglie tra Africa ed Europa...


Classica Orchestra Afrobeat
featuring Sekouba Bambino e Baba Sissoko
Regard Sur Le Passé
(Sidecar/Brutture Moderne, novembre 2014)

Registrato dal vivo al Teatro Alighieri, Ravenna Festival, il 9-6-2013.

Prossime date:

14/6/2014

Perugia (IT), Piazza IV Novembre, 21h
Radio Europa, Radio3 festival
live streaming RaiRadio3

7/8/2014

Forlì (IT), Poderi dal Nespoli
22/11/2014

Bologna (IT), Oratorio Santa Cristina, 21h

Mi limito ad un prosaico copia/incolla dal loro sito:
L’epica dell’ultimo grande imperatore africano, l’ALMAMY SAMORY TOURE dell’impero Wassoulou, è stata tramandata oralmente per molti anni dai griot mandingo. Nel 1969, sulla scia dell’entusiasmo per l’indipendenza appena conquistata dalla maggior parte degli stati del continente nero, la Bembeya Jazz National, probabilmente la più grande tra le orchestre africane di tutti i tempi, rese quell’epopea un’indimenticabile suite musicale, dedicandola all’allora presidente della Guinea Sekou Toure, nipote dello stesso Almamy.
Esempio di rara bellezza e stile, “Regard Sur Le Passé” racchiude in sé un valore storico e artistico senza paragoni, pietra miliare nella tradizione del vasto popolo discendente dall’antico Impero del Mali.
Nell’opera vengono narrate, cantate e suonate le gesta eroiche del condottiero Samory Toure, che sul finire del XIX secolo seppe resistere per più di vent’anni all’avanzata delle truppe francesi, ultimo baluardo prima della definitiva colonizzazione dell’Africa Occidentale.
La CLASSICA ORCHESTRA AFROBEAT compie un’imponente operazione di recupero di quello che rappresenta un immenso patrimonio della cultura orale africana, arrangiando ed eseguendo questa “epica musicale” con gli strumenti e gli stilemi della musica colta europea (classica e barocca), nonchè della tradizione popolare italiana. Si trovano così a coesistere due metodi di espressione musicale apparentemente opposti tra loro come quello scritto e quello orale, oltre che due diversi immaginari collettivi di “orchestra”, molto distanti tra loro, eppure espressione allo stesso modo di una collettività artistica. Nei versi di questi racconti si perpetuano le dinamiche stridenti tra due categorie “costituenti” di una società quali l’indigeno e lo straniero, dinamiche che inesorabilmente generano tensioni, sofferenze ma anche arte e progresso.


REGARD SUR LE PASSE’
L’inno dell’ultimo Imperatore d’Africa
Sekouba Bambino Diabate - voce
Baba Sissoko - narratore, tamani, kamalen’goni,
Classica Orchestra Afrobeat:
Alessandro Bonetti: Violino, Mandolino
Anna Palumbo: Percussioni, Fisarmonica, Balafon
Cristiano Buffolino: Percussioni
Cristina Adamo: Flauto, Ottavino
Elide Melchioni: Fagotto, Ocarina, Piffero
Fabio Gaddoni: Violoncello
Francesco Giampaoli: Contrabbasso, Basso
Marco Zanotti: Batteria
Rosita Ippolito: Viola da gamba
Silvia Turtura: Oboe
Tim Trevor-Briscoe: Clarinetto
Valeria Montanari: Clavicembalo

Canto tradizionale: “Keme Bourema”
Orchestrazione originale: Bembeya Jazz National, Guinee Conakry, 1969
Arrangiamenti: Marco Zanotti, Valeria Montanari