E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

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venerdì 20 dicembre 2013

Un disco e un libro



Sì, è proprio Bryan Ferry, non si tratta di omonimia. Operazione dichiaratamente ispirata a quegli anni, ma ragazzi, che delizia.

Da accompagnare, seguendo il suggerimento del titolo, alla lettura del magnifico e surreale "I Racconti dell'Età del Jazz" di Fitzgerald, di cui la grafica dell'album riprende il design della copertina originale.

Se avete un caminetto, poi, sarebbe l'ideale. Una tazza di buon tè - o cioccolata, de gustibus - e non vorrete più uscirne.


sabato 7 dicembre 2013

Il gatto rosso a NY fa molto Holly Golightly


Grande attesa per il nuovo film dei Coen! Greenwich Village, 1961. Un folk-singer barbuto se ne gira con un gatto rosso di nome Ulisse e incontra vari amici tra cui Carey Mulligan e Justin-Prezzemolino Timberlake. La colonna sonora è prodotta dagli stessi Coen e dal fidato T-Bone Burnett. 

A me si attivano mille sinapsi, la prima delle quali mi spinge a recuperare codesto video di Elvis Costello insieme ai suoi figlioli Mumford & Sons. 



giovedì 28 novembre 2013

Il bianco addosso e intorno

Foto di Laura

"L'uomo d'inverno deve solo resistere nel guscio. Pensa: nessuna geometria ha ricavato la formula dell'uovo. Per il cerchio, la sfera c'è il pigreco, ma per la figura perfetta della vita non c'è quadratura. Nei mesi con il bianco addosso e intorno, l'uomo diventa visionario".

-- ERRI DE LUCA, Il Peso della Farfalla (2009).




martedì 12 novembre 2013

Ascensions


"Fu allora che, fra bagliori di luce, superando di un balzo il tetto della prigione e il cielo della California, fui libero, in mezzo alle stelle. Camminavo fra le stelle. Ero un bambino, un bambino coperto di lunghi abiti dai tenui colori, delicati, soffici, luccicanti nel freddo chiarore delle stelle. Erano abiti che si basavano, come è ovvio, su quelli che da bambino avevo visto addosso agli artisti del circo e sull'idea che allora mi ero fatto delle vesti degli angeli. 
Comunque sia, così vestito avanzavo nello spazio interstellare, esaltato dalla coscienza di essere partito per una grande avventura che mi avrebbe infine consentito di impadronirmi delle formule del cosmo e di conoscere i più arcani segreti dell'universo. In mano avevo una lunga bacchetta di vetro. Sapevo, dentro di me, che con essa avrei dovuto toccare tutte le stelle che avessi incontrato sul mio cammino".

-- JACK LONDON, Il Vagabondo Delle Stelle 
(The Star Rover, 1915)


domenica 20 ottobre 2013

Rare Creature



"Perdonatemi, ma so solo dire quello che sento".

-- Eugenio Borgna (Vigevano, 19 ottobre 2013)

giovedì 17 ottobre 2013

Post With No Name (Again)



Un agito proveniente da un'allucinazione di quelle benevoli e rassicuranti. Oppure un sogno immediatamente imprigionato e messo su carta, in cui David Crosby e Duane Allman hanno appena improvvisato una jam in compagnia.

Jonathan Wilson prova a rifare If I Could Only Remember My Name nel 2013, impugnando con fierezza un'attitudine cantautorale dylaniana/younghiana, e lo intitola Fanfare.

Ma forse c'è anche qualcosa in più. O no.


venerdì 11 ottobre 2013

Kafkismi



"Se il libro che leggiamo non ci sveglia con un pugno sul cranio, a che serve leggerlo? Affinché ci renda felici, come scrivi tu? Dio mio, felici saremmo anche se non avessimo libri, e i libri che ci rendono felici potremmo eventualmente scriverli noi. Ma noi abbiamo bisogno di libri che agiscano su di noi come una disgrazia che ci fa molto male, come la morte di uno che ci era più caro di noi stessi, come se fossimo respinti nei boschi, via da tutti gli uomini, come un suicidio, un libro dev'essere la scure per il mare gelato dentro di noi. Questo credo".

-- Franz Kafka (lettera a Oskar Pollak, Epistolario)

martedì 1 ottobre 2013

Sticky Songs


Appiccicoso. Inizia col rimanerti leggermente attaccato alla punta dei pensieri, facendo echeggiare la tua privata tappezzeria mentale con vibrazioni e giri di basso. Appena dopo scopri che il pestare della batteria ti risuona di continuo nell'orecchio destro. E poi pensi a quanto appaiano distanti eppure così affini questi due personaggi che si aggiustano gli occhialetti da nerd. Perché la voce di Costello, specie quando è occupata a disegnare quelle traiettorie così smaccatamente zuccherine e sentimentali (Tripwire, If I Could Believe: una Let It Be aggiornata al 2013), che possiede caratteristiche tali da rendertela potenzialmente irritante, riesce invariabilmente a smuovere qualcosa?


Boh. So solo che il  mio dito ha appena cliccato, come fosse la cosa più naturale del mondo, sul tasto 'aggiungi al carrello'. Versione deluxe con bonus tracks (strepitose).