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domenica 15 gennaio 2017

They got the blues



Video splendido per un pezzo altrettanto evocativo. 
Tornano i Tinariwen con Elwan, in uscita il 18 febbraio per la ANTI- e registrato, come il precedente album, nel deserto di Joshua Tree in California. Ho sentito altri due-tre brani e il livello sembra essere quello di sempre, ovvero medio-alto.

Se dovessero domandarmi cosa hanno di diverso i Tinariwen dallo stuolo di tuareg-rock bands che si sono moltiplicate in questi anni, con risultati artistici alterni, lo riassumerei in questo modo: they got the blues. Ovvero solo loro riescono a creare un'atmosfera che è il riflesso di un moto dell'anima. 
Che è quella ipnotica e pacificante del deserto, del cielo, e della sabbia. A qualunque latitudine e in qualsiasi continente essi si trovino.



mercoledì 3 febbraio 2016

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Quanta manna in questo 2016 musicale! Rokia Traoré ci delizierà col suo nuovo album, in uscita la prossima settimana: Né So ('Casa').
Il sito della Nonesuch riporta alcune informazioni: la produzione - anche questa volta affidata a John Parish, la presenza di una cover di Strange Fruit di Billie Holiday, e la partecipazione di alcuni musicisti tipo John Paul Jones e Devendra Banhart. 
Ma l'autentica chicca, almeno per quanto mi riguarda, è il coinvolgimento - non so ancora se a livello testuale o interpretativo, o entrambi - della grande Toni Morrison. E, visto lo spessore sociale e umano della title-track, direi che la sua presenza non mi sorprende.


domenica 10 gennaio 2016

"Con la falce mieto i racconti vostri ..."



Nel Paese dei Coppoloni sarà al cinema il 19 e 20 gennaio, mentre il nuovo album - Le canzoni della Cupa - è in uscita a marzo. 
Vinicio in versione mietitore di racconti, si rituffa - dopo il progetto de La Banda della Posta (2013) - nelle proprie origini irpine (Calitri è la quarta città al mondo con la più alta qualità di vita degli anziani, notevole). 
Andando a rinominare un territorio cui è affettivamente legato, con lo sguardo che illumina in modo inconsueto anche i dettagli più polverosi, alla maniera di un cantore della desolazione che però desolazione non è. Forse, più propriamente, una delle ultime frontiere del nostro occidente, non perturbata sino all'irriconoscibilità da mani umane, perché dimenticata.

E qui il fascino dello Sponz Fest (festival musicale e letterario gratuito, organizzato nell'agosto 2014 tra le stazioni abbandonate della linea ferroviaria irpina) emerge con chiarezza genuina. Tra reading di Dan Fante, figlio di John, e musiche folkloristiche che risuonano da est a ovest, dai rumeni Fanfare Ciocarlia al tex-mex, ma anche da nord a sud - da Robyn Hitchcock ai maliani Tinariwen -  scopriamo ancora una volta che i confini e le frontiere sono un altro modo per dire di relazioni e connessioni profonde, che trascendono la semplice vicinanza geografica.




Che dire ... con il ritorno in grande stile di Vinicio il 2016 si preannuncia senza dubbio scoppiettante ;-)


sabato 19 dicembre 2015

Otto parte seconda



E' uscito a settembre il Vol.2 de Musica per una società senza pensieri di Mauro Ottolini & Sousaphonix, e nemmeno lo sapevo :(

Dal sito Egea Music:

La musica è uno dei pochi elementi capaci di unire popoli e culture diverse fra loro. Abbiamo esempi straordinari, come quello della cantante egiziana Oum Kalthoum che riuscì con le sue canzoni ad emozionare e unire tutto il popolo arabo. Ecco perché con la complicità di Vanessa e dei Sousaphonix ho voluto tradurre testi arabi, parole che parlano di amore e di fratellanza, riscrivere ninne nanne giapponesi e russe, far cantare ad un coro di montagna una canzone ucraina. Abbiamo registrato dal vivo un coro di bambini di Haiti che intonano una canzone dedicata a Babbo Natale, proprio a quel Babbo Natale tanto prodigo con l'Occidente ma che quando si tratta di guardare a Sud ancora una volta volutamente li ignora. È troppo impegnato a distribuire doni ai bambini ricchi!