E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

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mercoledì 2 dicembre 2015

And so this is (almost) Christmas ...



Ma la volgarità non si ferma: e i media corrono in suo soccorso. Il 12 novembre scorso un noto e autorevole quotidiano del centronord lanciava la campagna “Presepiamoci” in ogni scuola. Così si difendono i nostri valori. Una decisione molto significativa. I nostri valori, li abbiamo mandati da decenni al macero nel nome delle libertà anzi della licenza individuali, dell’arricchimento, del consumo, di un progresso avvertito come negazione della fede che veniva emarginata e ridicolizzata. Ma ora, più dello spirito laicista e dell’empietà, vale il ritorno esteriore e ipocrita a un cristianesimo “popolare” che serve a odiare e a insegnare l’odio anche ai nostri figli e nipoti.
Bene: Gesù, sia chiaro, in quei presepi blasfemi non c’è e non ci starà mai. Gesù sta sulle spiagge turche, greche, siciliane, dove approdano i corpi senza vita dei bambini annegati vittime della guerra, del fanatismo e dell’egoismo. Loro sono i nuovi Innocenti e Gesù Bambino ci ricorda di esser venuto sulla terra per salvare soprattutto loro e i poveri come loro. I vostri luridi finti presepi costruiti per insegnar a odiare, teneteveli nelle piazze di quelle città dalle quali avete tolto le panchine pubbliche affinché i migranti senza alloggio non potessero dormirci sopra. E auguriamoci che a nessun parroco venga l’idea profanatrice di costruire uno di quei presepi diabolici nella sua chiesa.

-- Franco Cardini, 30 novembre
(link sopra e corsivo miei)

sabato 26 settembre 2015

Slow books ;-)



Per un pensiero libero, sobrio e rispettoso. E poi, come effetto collaterale, producono pure benessere psico-fisico ;-) 

lunedì 4 maggio 2015

Stupidità senza fine

--> Texas, sparatoria al concorso di vignette (in negativo) su Maometto.

WASHINGTON - Sparatoria in Texas ad un concorso di vignette sul Profeta: due le vittime – gli assalitori – mentre un agente è rimasto ferito in modo lieve. Obiettivo il Curtis Culwell Center di Garland, sobborgo di Dallas, dove era in corso la «gara» promossa dall’American Freedom Defense Initiative che aveva offerto 10 mila dollari per il miglior disegno (in negativo) su Maometto. Un appuntamento a rischio, tanto è vero che gli organizzatori avevano ingaggiato una quarantina di guardie private. (LEGGI IL RESTO)


Continuo a rimanere attonita dinanzi a tanta e tale stupidità, né riesco a vedere o cogliere in cosa consista questa sbandierata (e vituperata) "libertà". Una simile perplessità mi ha colpito, giorni fa, nel leggere il titolo - proposto da un'insegnante ad un suo alunno - di una tesina di terza media: "Il terrorismo e la difesa dell'identità". Ho subito pensato, quale identità? Di che si tratta? E l'identità di chi, poi?
Le intuizioni - purtroppo in Italia non granché diffuse, se non entro specifici settori della salute mentale - di un grande antropologo e psichiatra, Georges Devereux (nato Georgy Dobo), fanno molto riflettere in tal senso, mostrandosi in tutta la loro attualità e risuonando (oggi, 4 maggio 2015, alla luce dei recenti fatti di cronaca) come un inquietante presagio.


"L'oggetto di questo studio è la fantasia che possedere un'identità sia un'autentica arroganza capace, automaticamente, di incitare gli altri ad annientare non solo questa identità ma anche l'esistenza stessa del presuntuoso per mezzo, in genere, di un atto di cannibalismo che trasforma il soggetto in oggetto".

-- GEORGES DEVEREUX (da una conferenza tenuta a Parigi nel 1964, dal titolo "La rinuncia all'identità: difesa contro l'annientamento").