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domenica 8 gennaio 2017

Wareika Dub



Mi va di inaugurare il 2017 con un disco uscito esattamente 40 anni fa, e ristampato di recente in versione espansa.

Siamo dalle parti dei 'figli del Negus', ovvero di quei musicisti jamaicani di cui si è parlato qui mesi fa, dediti ad una miscela di reggae, dub, jazz e ritmi africani, che hanno fatto dell'immaginario legato alle mitiche origini del Rastafarianesimo (che vedeva in Hailé Selassié una sorta di profeta/salvatore) il loro credo e la loro bandiera. 
E' incredibile constatare, peraltro, quanto la carismatica figura di Bob Marley, spesso purtroppo commercializzata nei suoi aspetti più superficiali, abbia posto in ombra una miriade di autentici campioni.





Man From Wareika (Island/Blue Note, 1977) è un'altra gemma. Dub copto, ecco qual è la denominazione ideale, come peraltro suggerisce la copertina.

Il disco è conosciuto anche come l'unico album reggae pubblicato dalla Blue Note. Ma al di là di questo, Rico - che è tuttora in circolazione - è stato una delle figure cardine di quel movimento che ha portato a far evolvere lo ska dei primi giorni nel jazz/roots-reggae dei '70. 

Merita ben più di un ascolto.



martedì 12 luglio 2016

Rivelazioni mistiche dei figli del Negus


Sons Of Negus

A Psalm Of Praises To The Most High 1967-1972

(Dub Store Records, 2016)



Registrazione di qualità non eccelsa, ma ragazzi, che compilation. 
I Sons Of Negus di Ras Michael/Dadawah (all'anagrafe Michael George Henry, classe 1943) sono stati un gruppo di vocalist e percussionisti giamaicani appartenenti alla Comunità Rastafariana, attivi a partire dalla metà degli anni '60.

Se vi piacciono Count Ossie, Tommy McCook, Cedric Brooks e tutti quegli artisti che dalla Jamaica hanno tracciato un cammino spirituale/esistenziale, ancor prima che musicale, dai Caraibi alle mitiche origine etiopi del Rastafarianesimo, allora probabilmente non starete nemmeno finendo di leggere la frase, già diretti verso il vostro spacciatore di fiducia.

Lion Of Judah, Time Is Drawing High, Ethiopian National Anthem ... potrei citarli tutti. Autentiche meraviglie vocali su un tappeto ipnotico di percussioni in grado di lenire ogni male.

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(almeno i primi due autentici capolavori):