E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

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venerdì 2 gennaio 2015

Tempo di Top








Altri 15:

The Coral – The Curse Of Love (Skeleton Key Records)

Vaudou Game – Apiafo (Hot Casa Records)

Classica Orchestra Afrobeat – Regard Sur Le Passé (Sidecar/Brutture Moderne)

Dirtmusic – Lion City (Glitterhouse Records)

Melingo – Linyera (World Village)

David Krakauer – The Big Picture (Table Pounding)

The DeSoto Caucus – ST (Glitterhouse Reords)

Tuba Skinny – Pyramid Strut/Owl Call Blues (Louisiana Music Factory)

Fire! Orchestra – Enter! (Rune Grammofon)

Toumani Diabate & Sidiki Diabate – Toumani & Sidiki (World Circuit)

Eno & Hyde – High Life (Warp)

Mamadou Diabate – Griot Classique (self-released)

Naomi Shelton & The Gospel Queens – Cold World (Daptone Records)

John Zorn – The Song Project Vinyl Singles Edition (Tzadik)

Kasse Mady Diabate – Kiriké (No Format)



Per chi ne volesse ancora ...

The Touré-Raichel Collective – The Paris Sessions (Cumbancha)
Anansy Cissé – Mali Overdrive (Riverboat)
Ablaye Cissoko & Volker Goetze – Djalyia (L’Autre Distribution/Absilone)
Pharoah & The Underground – Spiral Mercury (Clean Feed)
Gala Drop – II (Golf Channel)
The John Lurie National Orchestra – The Invention Of Animals (Amulet Records)
Gregory Porter, Donald Smith, Mansur Scott, Paul Zauner’s Blues Brass – Great Voices of Harlem (Pao Records)
Emma Donovan & The Putbacks – Dawn (Kudos Records)
Oran Etkin – Gathering Light (Motema)
Fabian Almazan – Rhizome (Blue Note/Artist Share)
Moreno Veloso – Coisa Boa (Luaka Bop)
Karl Hector & The Malcouns – Unstraight Ahead (Now Again)       
The Shaolin Afronauts – Follow The Path (Kudos Records)
The Budos Band – Burnt Offering (Daptone Records)
Tunde Jegede – Heritage (Xiom Music)
Aurelio – Làndini (Real World)                  
Bonnie Prince Billy – Singer’s Grave a Sea of Tongues (Drag City)
Adrian Raso, Fanfare Ciocarlia – Devil’s Tale (Asphalt Tanto)
Dead Combo – A Bunch Of Meninos (Dead & Company)
Sharon Jones & The Dap-Kings – Give The People What They Want (Daptone Records)
Maria Bethania – Meus Quintais (Biscoito Fino)
Sun Kil Moon – Benji (Caldo Verde Records)                
Khun Narin – Khun Narin's Electric Phin Band (Innovative Leisure)
Woima Collective – Frou Frou Rokko (Kindred Spirits)
Third Coast Kings – West Grand Boulevard (Record Kicks)
Meridian Brothers – Salvadora Robot (Soundway)
Mamani Keita – Kanou (World Village)
John Zorn – Psychomagia (Tzadik)
Seun Kuti & Egypt 80 – A Long Way To The Beginning (Knitting Factory)
Ibibio Sound Machine – Ibibio Sound Machine (Soundway)
VA – Sawtuha (Jakarta Records)
La Chiva Gantiva – Vivo (Crammed Discs)
Malawi Mouse Boys – Dirt Is Good (Independent Records)
Anthony Joseph – Time (Naïve)


Dischi probabilmente interessanti usciti dal mio radar (ma rimedierò presto):




Che dire? Un anno musicalmente molto interessante a mio modo di vedere. E' indubbio che sia sempre più difficoltoso nuotare nel mare magnum di proposte e dedicarvi un ascolto, se non meticoloso, perlomeno attento. Ci si prova, nella convinzione che sia sempre meglio l'abbondanza :-)

Uno splendido 2015 a tutti voi! A chi ha condiviso alcuni dei miei ascolti, ma anche a chiunque, passando di qui, abbia colto note e nomi estranei al proprio orecchio ... sono pronta e ben lieta ad accogliere nuove vibrazioni!

Un abbraccio,
Fede

5 commenti:

  1. Wu Mung ed Emmaar i miei preferiti.

    Buon anno e good vibrations!

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  2. Grazie Lucien, anche a te! ;-)

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  3. Dirtmusic e Bonnie Prince Billy tra i miei preferiti. The DeSoto Caucus sicuramente la sorpresa dell'anno, ascoltatissimo. Bellissimo anche Benj (Tutti e quattro nella mia top ten ufficiale). E sempre tanto amore per Nada.
    Mi permetto di farti tre nomi che non so se ti sono passati tra le mani: Wovenhand (il mio preferito in assoluto, ci ho trovato una magia che mi mancava dai tempi dei 16 horsepower), The Ministry of Wolfes (progetto di Mick Harvey e Alexander Hacke, altra sorpresona) e l'esordio dei siciliani Z.U.M.A., disco di una bellezza sconvolgente che sono sicuro possa piacerti parecchio.
    Una curiosità: da laneganiana storica, un'impressione su Phantom Radio?

    Buon anno.

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  4. Ciao Enrico!
    Wovenhand l'ho ascoltato (mi sono sempre piaciuti i 16HP), ma sono un paio di dischi che David Eugene Edwards non mi acchiappa....dovrei riascoltarlo ;-) Ministry of wolves e Z.U.M.A. li segno sicuramente :-)
    La laneganiana storica si è ormai trasformata in laneganiana disillusa....l'ho ascoltato, e la svolta electro/pop (propria di Blues Funeral, peraltro) non l'ho mai digerita....qualche guizzo quando scarnifica gli arrangiamenti e ci dà dentro con la sua sempre magnifica voce, ma non riesce più ad emozionarmi :-(
    Un abbraccio, ciao!!!

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    1. La svolta non ha convinto del tutto neppure me, però riesce sempre ad ammaliarmi. Certo, non è Whiskey for the Holy Ghost...

      PS: l'ho visto live al teatro Duse, accompagnato da viola e violino, e ho pianto per una settimana. Uno dei concerti della mia vita.
      Un abbraccio :)

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