E' consigliato parlare con gli sconosciuti ...

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mercoledì 22 maggio 2013

Il disco che non ti aspetti


 
Incredibile! Un disco di Pat Metheny che non mi provoca sonnolenza, tutt'altro! Sarà l'effetto del benefico contagio con la Tzadik, fatto sta che è l'uscita dei Book Of Angels che ultimamente mi ha più colpito. Bravi Pat, Zorn & Co!

La pubblicazione avviene in contemporanea per Tzadik e Nonesuch, dunque è probabile che troviate due copertine e grafiche differenti, entrambe sul rosso, ma il materiale è il medesimo. A proposito, che belle queste collaborazioni tra label illuminate!


Pat Metheny - Tap: Book Of Angels Vol. 20 (Tzadik/Nonesuch, 2013)


Musicisti:

Pat Metheny: tutto meno la batteria

Antonio Sanchez: batteria

martedì 21 maggio 2013

Paolo Angeli, Musicista di Bordo


Paolo Angeli, ovvero una one-man band. Chitarra sarda modificata, viene definito lo strumento che lui non si limita a suonare, ma del quale è anche in certo modo artefice, inventore e padre, e col quale intrattiene un rapporto che non saprei come altrimenti descrivere, se non speciale.

A piedi nudi, consuete bermuda e maglia a strisce: Paolo Angeli è un Billy Budd del Mediterraneo, che dalla natìa terra sarda è approdato sulle coste nord africane e medio orientali, ma che non ha temuto di valicare le Colonne d'Ercole andando alla ricerca di nuovi suoni e intessendo dialoghi con musicisti di oltre confine (Fred Frith, Hamid Drake, Mats Gustaffson), per una musica che si pone come inafferrabile, in grado di disorientare anche il più abile cartografo.

Una musica della quale conta esperirne, fenomenologicamente, l'intreccio di vibrazioni e suggestioni di cui è intrisa.



Paolo Angeli - Sale Quanto Basta
(Arti Malandrine/Goodfellas, 2013)

domenica 19 maggio 2013

SuomiJazz Rulez

Rakka - Soutu (Nordic Notes, 2012)
Alamaailman Vasarat - Valta (Nordic Notes, 2012)


Che genere di musica potrebbero fare due band finlandesi dai nomi impronunciabili, come Rakka e Alamaailman Vasarat?



Alamaailman Vasarat

Se passano dalle mie parti significherà pur qualcosa, e d'altronde non avrei nemmeno posto la domanda se tra le pieghe dei moniker impossibili e delle copertine enigmatiche non si fosse nascosta una sorpresa. L'estrazione dei musicisti coinvolti è, fondamentalmente e chiaramente, jazz.

Valta (Nordic Notes, 2012) è un labirinto di suoni e composizioni tra il medio oriente, la penisola balcanica e tentazioni metal. Da non credere, ma nonostante l'eterogeneità degli spunti e delle latitudini il risultato finale risulta coeso e godibilissimo.



Rakka


Soutu (Nordic Notes, 2012) punta decisamente verso il continente africano, non tralasciando aromi e spezie mediterranee. Ethio-jazz, afrobeat, psych-funk dell'Africa Occidentale, di un'immediatezza ed un'eleganza non comuni e, anche qui, con uno sbalorditivo senso di continuità tra i diversi territori esplorati. Sembra che strizzino l'occhio sussurrando all'ascoltatore "Guarda che ti stiamo prendendo in giro", ma al contempo conquistano facendo solo vagamente intuire un quid inafferrabile che, al di là di latitudini e coordinate, non si saprebbe bene dove collocare.





giovedì 16 maggio 2013

Vi dico la verità: Willie Wright è tornato e non è un sogno

Willie Wright - This Is Not a Dream (Green Coil Records, 2012)

Non è un sogno, è il primo album di Willie Wright da 34 anni a questa parte! Legittimo che possiate obiettare: e chi fu costui? In effetti questo Carneade della musica black mi è rimasto ignoto sino a quando non mi sono imbattuta nello splendido Telling The Truth (1978), ristampato dalla Numero Group poco tempo fa. Ovvero: un blend aromatico di soul, jazz, folk ora acustico ora corale-orchestrale, ora Terry Callier, ora Ritchie Havens, ma con un'impronta musicale ed interpretativa personalissima, innervata di un coraggio e un'umiltà di fondo davvero ammirevoli.


giovedì 9 maggio 2013

Voodoo Analogico


Il 31 maggio, alle 21.30, tutti a Novara nel Cortile del Broletto per assistere alla performance del togolese Peter Solo!  Una bomba afro-groove a 360 gradi, tra afrobeat,  ritmi in levare e accenti psichedelici, che sono curiosissima di ascoltare dal vivo dopo l'ottimo Analog Voodoo (Buda Musique, 2013).

  

Anche quest'anno Novara Jazz porta un po' di sacrosanta vitalità artistica e musicale anche nelle mie zone ;-)
N.B.: altro highlight del programma della manifestazione: Wadada Leo Smith giovedì 6 giugno presso l'Auditorium Cantelli!


domenica 28 aprile 2013

Disco SMS # 1




FIMBER BRAVO - CON-FUSION (Moshi Moshi Records, 2013). Ben vengano con-fusioni come quelle in cui è immerso questo rinomato percussionista originario di Trinidad, suonatore di steel pan (letteralmente: padella d'acciaio). Tra calypso, electro, dance, pop-song esotica, Fimber Bravo riesce ad instillare una scintilla unica ed irripetibile in ognuna delle otto composizioni. Il risultato è un disco fresco come una rosa, da lounge-bar scazzato su una spiaggia al tramonto.



venerdì 26 aprile 2013

Il Mondo è Piccolo



Mundo Pequenino (2013): ovvero la sintesi perfetta fra l'immediatezza armonica di Cancao Ao Lado (2008) e le levità sussurrate e suonate in punta di dita di Dois Selos E Um Carimbo (2010).

La creatura Deolinda è ormai diventata un esemplare splendido di musica popolare nel senso più alto del termine.

P.S.: Ana Bacalhau! Salvaci da quella gatta miagolante che osa violentare ripetutamente Over The Rainbow in pubblicità!


venerdì 12 aprile 2013

Spiritual Jazz Is My Punk-Rock!





Anche decontestualizzata, questa è musica che libera. E, in quanto a tematiche, purtroppo ancor oggi attuale.

Consigliatissimo l'acquisto: il libretto è molto ben fatto, ricco di informazioni su musicisti e contesto storico-politico. Esiste anche una versione libresca apparentemente altrettanto succulenta, che raccoglie tutti gli artwork delle copertine degli LP originali.







giovedì 4 aprile 2013

13 Degrees Of Africa

The Heliocentrics - 13 Degrees Of Reality (Now Again, 2013)

Ascoltato quattro volte consecutive in due giorni. Finalmente il disco che volevo da loro, dopo aver dato prova di essere musicisti di assoluto livello nelle recenti ed ottime (Lloyd Miller) se non eccellenti (Mulatu Astatke) collaborazioni. Malcolm Catto non solo pesta ma provvede ad un apparato ritmico assolutamente notevole, il tutto nella consueta miscela di electro, funk, jazz-hop, dub e beat conturbanti. Con un senso globale di coesione che non mi aspettavo e che trascende il pur ottimo ma a mio parere frammentato Out There (Now Again, 2007). Sono passati sei anni, l'esperienza e la saggezza accumulate si percepiscono immediatamente. Applausi.




Classico disco schivo, che non si concede al primo ascolto ma che riserva meraviglie. Un po' come la sua titolare, la splendida Rokia Traoré, meno sorniona di una Fatoumata Diawara e più enigmatica di una Oumou Sangaré, ma con una personalità interpretativa e compositiva fuori dal comune. Così come aborro i tentativi di colonizzazione come quello compiuto da Auerbach (sul mio blog è il nome della settimana), allo stesso modo apprezzo gli esempi di produzione 'saggia' come questa ad opera di John Parish, che come di consueto non calca la mano e si limita a rifinire valorizzando le (già cospicue) risorse a disposizione.




Bombino prodigio è stato venduto alla capolista



Auerbach, ma cosa c'entrano Farfisa e pedal steel???